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«Test sui magistrati? Facciamoli anche ai politici ea chi ha responsabilità di governo»

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I l Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai test psicoattitudinali per l'accesso alla professione dei magistrati dal 2026, decreto che ha visto le proteste dell'Associazione nazionale magistrati. Il procuratore di Napoli, Nicola Gratterinel corso della conferenza stampa organizzata in occasione di due ordinanze notificate per altrettanti omicidi di camorra, ha commentato la decisione: «Se voglio farli per tutti i settori apicali, siamo d'accordo. Ma, a questo punto, i test facciamoli anche per i politici, per chi ha la gestione della cosa pubblica. Non solista. Facciamo anche alcoltest e narcotest. Perché il ragionamento potrebbe essere alterato. Come la prova del palloncino per chi viene fermato su strada».

Secondo quanto stabilito sarà il Consiglio superiore della magistratura a nominare i docenti universitari in materie psicologiche che – su indicazione Consiglio universitario nazionale, organo indipendente dell'università – faranno parte della commissione giudicante. Il colloquio psicoattitudinale si svolgerà durante la prova orale, ma già dopo quella scritta riceverà dei test su un foglio, individuati dal Csm, sul modello di quelli utilizzati per quelli effettuati agli agenti di polizia. Questi costituiranno la base per il futuro colloquio psicoattitudinale, che sarà comunque diretto dal presidente della commissione esaminatrice, e non da uno psicologo (il quale sarà presente solo come ausilio), alla quale è demandato in maniera collegiale il giudizio finale sul complesso delle prove.

A stretto giro arriva la replica del vicepremier Antonio Tajani, che era in Prefettura per presentare la riunione G7 Esteri che si terrà il 17,18 e19 aprile a Capri: «Non capisco il trambusto. Non si fanno test a magistrati in carica, ma a chi fa ora il concorso. Come si fa l'esame di inglese, di diritto penale o amministrativo si fanno anche i test psicoattitudinali. Tanti militari li hanno sostenuti e non se ne sono dispiaciuti. Non andiamo a cercare il
matto, ma a individuare un atteggiamento
o meno. Se in polizia giudiziaria fanno un test, coloro che comandano sulla polizia giudiziaria non devono farlo? Credo sia giusto. C'è un bando di concorso pubblico e fra i test c'è pure questo. Lo fanno pure le guide alpine».

Il procuratore Gratteri in questi ultimi giorni è stato al centro della polemica per la presenza di Geolier all'Università Federico II. Da sempre l'alto magistrato dice che ai «ragazzi servono esempi positivi».

«Il test psicoattitudinale io l'ho già fatto a suo tempo. Per quanto riguarda gli altri sono assolutamente disponibili» ha poi detto al Tg1 il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, aggiungendo che con la previsione dei test «abbiamo ricevuto le indicazioni delle commissioni giustizia di Camera e Senato» e che «ai test attitudinali sono sottoposte anche le forze dell'ordine; se il pubblico ministero è il capo della polizia giudiziaria, non si vede perché non deve essere sottoposto ad un test attitudinale cui sono sottoposti quelli che lavorano per lui». Infine, il ministro ha sottolineato che «sarà tutto gestito dal Consiglio superiore della magistratura, quindi non ci sarà alcuna interferenza governativa».

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