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Trieste: Droni e nuove tecnologie per la videosorveglianza del territorio

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Sull'onda di quanto stiamo riportando da mesi a proposito della scelta, da parte di un numero crescente di comuni italiani, di dotarsi anche di droni per un controllo più efficace ed efficiente del territorio, questa volta è la città di Trieste a seguire la “strada aerea”.

Nella giornata di ieri, infatti, nella Sala Giunta municipale si è tenuta un'importante conferenza stampa incentrata sul nuovo regolamento sulla videosorveglianza cittadinaun ambito che d'ora in avanti riguarderà anche i droni. Durante l'incontro, al quale erano presenti l'assessore alle Politiche della sicurezza cittadina Caterina de Gavardo, il Comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi, il Vicecomandante della Polizia Locale, Paolo Jerman, il presidente della VI Commissione Salvatore Porro e il consigliere Vincenzo Rescigno, infatti, si è parlato delle nuove tecnologie che la polizia locale del capoluogo friulano ha intenzione di adottare a brevealcune delle quali sono già in corso di sperimentazione.

Crediti: Comune di Trieste

Vieni riporta il comunicato stampa pubblicato sul sito del comune di Triesteinfatti, l'assessore Caterina de Gavardo ha dichiarato “Quando parlo di nuove tecnologie riferimento ai droni, fortemente voluti dal consigliere Vincenzo Rescigno, alle bodycam, cioè i sistemi di ripresa indossabili che la Polizia Locale sta valutando di adottare per il prossimo futuro e che sta già facendo sperimentando da qualche settimana. Faccio riferimento alle dashcam, cioè le telecamere installate a bordo dei veicoli di servizio e ai sistemi mobili di videosorveglianza”.

A questo va a collegarsi la dichiarazione del Comandante della Polizia Locale, Walter Milocchiche in seguito ha spiegato “Siamo già partiti a dicembre con la sperimentazione delle bodycam con due apparecchi e la prossima settimana ne introdurremo altre 6 per verificare quelle che meglio rispondono alle nostre esigenze. Preciso che le bodycam non sono strumenti di videosorveglianza, ma sono sistemi di ripresa individuali che gli operatori indossano e attivano solo nel momento in cui è necessario, quando ad esempio, una situazione tra operatore e utente sale di tono; durante la fase di sperimentazione, ancora in atto, non sono ancora mai state attivate”sottolineando inoltre come il nuovo Regolamento ambisca ad aggiornare la normativa in materia di privacy riguardante la videosorveglianza cittadinafino ad oggi condiviso solo tra la Polizia Locale e la Questura di Trieste, ma che da quest'anno verrà estesa anche al Comando provinciale dei Carabinieri.

Insomma la videosorveglianza del territorio comunale da parte delle autorità passerà sempre più attraverso le nuove tecnologie, le cui potenzialità dovranno condurre attentamente sui binari dei regolamenti europei in materia di circolazione e protezione dei dati personali. A questo proposito è stata l'assessore Caterina de Gavardo a spiegare che “Le nuove tecnologie, nel caso in cui venissero accolte sarebbero disciplinate comunque da disposizioni tecniche interne che ne regolamenterebbero l'utilizzo, ma si troverebbero ad essere incluse anche sotto il capello della massima tutela dei dati personali e della garanzia determinata da questo Regolamento”.

La questione riguarda ovviamente anche le riprese effettuate coi droni, strumenti rispetto ai quali il Vicecomandante della Polizia Locale, Paolo Jermanha precisato che il Comandante della Polizia Locale ha agito in anticipo rispetto al Regolamento. “Al momento è stata individuata una tipologia di drone con caratteristiche tecnologiche avanzate, che permette di effettuare analisi termiche precise ed affidabili in caso di ricerche di persone scomparse o l'individuazione di focolai d'incendio”riporta il comunicato ufficiale, che però non specifica il nome del modello in questionelimitandosi a ricordare l'importanza dell'aspetto formativo dei futuri piloti del mezzo, che naturalmente saranno tenuti ad operare secondo la normativa.

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